Manometria Anale

CHE COSE' LA MANOMETRIA ANORETTALE?

La manometria anorettale è un'indagine che viene eseguita per raccogliere informazioni sulla fisiopatologia dell'ultimo tratto dell'intestino e della muscolatura del pavimento pelvico, in relazione alla continenza ed alla evacuazione del contenuto intestinale.

 

PERCHE' SI ESEGUE LA MANOMETRIA ANORETTALE?

Uno studio corretto delle patologie perineali non può prescindere dallo studio dei valori pressori della muscolatura ano-rettale.

Le strutture muscolari ano-perineali partecipano in vario grado al sostegno dei visceri endopelvici e alla continenza sfinteriale anale e uretrale.

Inoltre la discesa del piano perineale è associata alla lesione dei nervi pudendi che hanno un ruolo fondamentale nella funzionalità della muscolatura sfinteriale.

È chiaro quindi che in presenza di un perineo discendente o disceso possiamo trovare alterazioni manometriche di vario grado con incontinenza anale, urinaria o duplice.

Il nervo pudendo infatti, nel suo decorso terminale, invia rami terminali per l'innervazione motoria dello sfintere anale esterno (SAE).

Uno stiramento eccessivo del nervo pudendo può essere causa di un danno transitorio (neuropatia transitoria) o stabile (denervazione).

Quindi le condizioni di cronica stimolazione del pavimento pelvico (stipsi, sindrome dell'ulcera solitaria del retto, prolasso mucoso del retto, procidenza interna, rettocele) si rendono responsabili della denervazione da eccessiva spinta, mentre il parto e il travaglio del parto sono responsabili di una neuropatia transitoria.

Infine anche la stasi fecale, in pazienti con dischezia, neuropatie cerebrali, sclerosi multipla, ecc. determina una riduzione della sensibilità rettale con sovrattivazione del RIRA (riflesso inibitorio retto-anale) con costante rilasciamento dello SAI (sfintere anale interno) e eccessivo sforzo all'evacuazione, cui consegue discesa del piano perineale e danno neuropatico del nervo pudendo secondo il meccanismo già descritto.

 

COME AVVIENE L'ESAME

 

Si tratta di un esame assolutamente indolore) che tecnicamente viene eseguito mediante l'uso di sonde a palloncino riempiti di piccoli volumi d'acqua o aria, cateteri a perfusione continua o cateteri rigidi o trasduttori.

In entrambe i casi queste sonde rilevatrici sono collegate ad un registratore di pressione e questo ad un registratore multipista.

La sonda, qualunque essa sia, viene inserita nell'ampolla rettale e poi ritirata lentamente valutando progressivamente i valori pressori presenti a livello di ampolla e canale anale.

Successivamente si prendono in considerazione misurazioni pressorie relative alla contrazione massima volontaria in situazioni quali il colpo di tosse, il ponzamento, lo sforzo di spinta, la manovra di Valsalva.

Mediante l'estrazione progressiva, manuale o meccanica, si definisce la lunghezza del canale anale.

Quindi con un palloncino inserito in ampolla rettale e mediante il suo rigonfiamento viene valutata la variazione pressoria della muscolatura dello sfintere anale interno (SAI) con definizione dei tempi e valori di risposta del riflesso retto-anale inibitorio (RIRA).

 

 


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