L'asportazione della ciste e della fistola sacro-coccigea

Esistono due principali varianti di questo intervento, anche se alla base di entrambi c'è l'asportazione di una losanga di tesstuto della regione sacro-coccigea che comprende la ciste e le fistole che da essa si diramano verso la cute.

L'ampiezza del tessuto asportato è in rapporto alla distanza che esiste tra la ciste e l'orifizio (o gli orifizi) cutanei).

La profondità dell'asportazione dipende dalla profondità della posizione della ciste.

Generalmente si preferisce raggiungere la fascia presacrale (il tessuto che si trova al di sopra dell'osso sacro) per avere la certezza di aver asportato completamente la ciste.

Una conferma della radicalità dell'asportazione e della natura della ciste si avrà con l'esame istologico del pezzo operatorio.

 

Metodo aperto

Con questo metodo, dopo l'asportazione del tessuto interessato dalla ciste e dai tragitti fistolosi, l'ampia ferita viene lasciata aperta posizionando all'interno della cavità residua una garza medicata (iodoformica) che viene sostituita quotidianamente. 

Man mano che procede la guarigione e la formazione di nuovo tessuto sano, la quantità di garza necessaria è sempre minore e alla fine non è più necessaria.

Questo tipo di intervento ha tempi di guarigione più lunghi (nell'ordine di 60 giorni), ma offre degli innegabili vantaggi: minori recidive (2-3%) e risultati estetici decisamente migliori.

 

Metodo chiuso

In questo caso vengono posizionano dei punti di avvicinamento dei margini cutanei con chiusura della ferita. 


I tempi di guarigione sono più rapidi ma le recidive sono molto più frequenti (20%) e anche i risultati estetici sono meno gradevoli.

 

La possibilità di utilizzare questo metodo è condizionato inoltre dall'estensione delle fistole rispetto la posizione della ciste di origine.

 


Ulteriori trattamenti prevedono

 
          Plastiche cutanee
 

          con scorrimento dei tessuti vicini e l'iniezione di fenolo nel tragitto fistoloso.
  Sono metodiche meno utilizzate e riservate a casi particolari.
  Per la rarità della metodica esistono anche meno dati in letteratura.

 

Il requisito fondamentale per la guarigione dopo questo intervento chirurgico è comunque un rigoroso controllo post-operatorio da parte dello stesso chirurgo e il rispetto della frequenza delle medicazioni.

 

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