Cancro anale

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COS'E' IL CANCRO ANALE?

 

Si tratta di una patologia fortunatamente rara e curabile dato che l'evoluzione è nella maggior parte dei casi locoregionale.

L'aspetto e manifestazione clinica del cancro anale è però subdola e per questo è fondamentale eseguire sempre una visita specialistica che ne escluda la presenza.

Prima di parlare di cancro anale dobbiamo fare alcune premesse di ordine anatomico.

Se infatti per gli anatomici l'ano è parte integrante del tratto digestivo, distale all'ampolla rettale, per i chirurghi le caratteristiche patologiche dei tumori di questa regione non sono soddisfatte da questa definizione. 


In rapporto ai tessuti presenti e coinvolti possiamo quindi dividere i tumori dell'ano in

 

Adenocarcinomi

quando si localizzano al di sopra del piano sopravalvolare ed interessano l'epitelio ghiandolare

   
Carcinomi cloacogenici:

quando si trovano a livello della linea pettinata, dove c'è il tessuto di transizione 

   
Carcinomi epidermoidi:

quando l'origine della neoplasia è nel piano sottovalvolare, dove esiste un epitelio malpighiano.

 

Possiamo quindi distinguere le seguenti neoplasie

 

Neoplasie della linea pettinea (epitelio di transizione)


Malattia di Paget

Melanoma maligno

Adenocarcinoma colloide  

Carcinoma cloacogenico

    

Neoplasie della zona cutanea liscia (epitelio malpighiano)

 

Carcinoma epidermide

    

Neoplasie della zona cutanea

 

Carcinoma baso- o spino-cellulare

Malattia di Bowen

Malattia di Paget

 

Si tratta comunque di patologie più frequenti dopo i 40 anni, nettamente più frequenti nel maschio (4:1) quando l'origine è a livello del margine anale e leggermente più frequente nella donna (3:2) quando l'origine è a carico del canale anale.

 

Fattori favorenti l'insorgenza di queste patologie sono il tabagismo, l'AIDS, e l'infezione da papillomavisrus (HPV 16 e 18).
Il carcinoma epidermide e il carcinoma cloacogenico sono i tumori più frequenti del canale anale.

 

Colpisce 2 persone ogni 100.000 persone all'anno e rappresenta 1% di tutti i carcinomi del tratto retto-colon e dal 2 al 10% dei carcinomi del distretto ano-rettale.

 

Sintomi del cancro anale 

 

I sintomi d'esordio sono subdoli e poco specifici:

  • sanguinamento,
  • dolore,
  • tenesmo (il falso bisogno di evacuare),
  • disagio locale,
  • senso di pesantezza,
  • prurito,
  • presenza di secrezioni siero-mucose o siero-ematiche,
  • presenza di una tumefazione,
  • una scarsa continenza fecale,
  • la comparsa di ingrossamento dei linfonodi a livello inguinale.

 

L'aspetto di queste neoplasie è vario e spesso ingannevole:

 

  • un'ulcerazione del marigne anale
  • una vegetazione all'interno dell'ano
  • una infiltrazione dei tessuti

Si tratta di lesioni che a volte possono essere scambiati con altre patologie benigne come:

  • una banale marisca (una eccedenza cutanea perianale),
  • un fibroma emorroidario,
  • una neoformazione condilomatosica,
  • una fistola o una ulcerazione superficiale.

Per una corretta diagnosi bisogna quindi eseguire un esame proctologico completo, con ispezione ed esplorazione anale, una anoscopia e una rettoscopia.

Eventualmente poi si procederà con una colonscopia, una ecografia endoanale, una TAC e una RMN (risonanza magnetica nucleare).

È poi doveroso eseguire un esame istopatologico ed eventualmente il dosaggio dell'antigene SCC.

Gli obiettivi terapeutici del cancro anale sono quelli di controllare l'estensione locale e regionale del tumore mantenendo la funzione sfinteriale.

 

Il trattamento del cancro anale

 

Il trattamento del cancro anale è medico (oncologico) e chirurgico.

Il cancro anale è stato il primo tumore a slittare dal trattamento chirurgico a quello medico con risultati altrettanto efficaci e spesso migliori.

La radioterapia è attualmente, assieme alla chemioterapia, la terapia di scelta di queste neoplasie.

Il trattamento chirurgico ha come obiettivo quello di asportare la neoplasia primitiva e le eventuali localizzazioni linfonodali e a distanza.

Si utilizza pertanto in neoplasie del margine anale o della parte bassa, di diametro inferiore ai 2 cm e quando è ben differenziato.

L'asportazione del tumore deve sempre essere allargata alla mucosa e cute adiacente sana.

Altre indicazioni alla chirurgia sono l'asportazione di lesioni residue dopo radio e chemioterapia e il trattamento delle complicanze (incontinenza, fistole, stenosi).

L'esame istologico deve comunque essere fatto sempre per ogni lesione, anche non sospetta.

 


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