Perchè Vengono le Emorroidi

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Perchè vengono le emorroidi?

 

La patologia emorroidaria è una condizione molto frequente nella popolazione adulta e l’80% delle persone dopo i 50 anni presenta un certo grado di emorroidi sintomatiche.

Si tratta infatti della patologia anale e motivo più frequenti di visita proctologica.

Nello sviluppo di questa patologia dobbiamo considerare dei fattori predisponenti e dei fattori scatenanti.

 

Fattori predisponenti la patologia emorroidaria

 

Ereditatrietà: soggetti con familiari che soffrono o hanno sofferto di emorroidi hanno un rischio raddoppiato o triplicato di soffrire di emorroidi a loro volta. Si tratterebbe di una predisposizione legata ad una mutazione genetica polifattoriale e non ad una trasmissione cromosomica.

Fattore razziale: anche se considerato, non sembra essere fondamentale come fattore predisponente. Infatti, pur essendo più frequente in certe popolazioni, ebrea, egiziana, turca e anglosassone, e più rara in quelle nere asiatiche, sembra che le abitudini alimentari e di vita diverse siano la vera causa della diversa distribuzione tra i popoli.

Fattore di genere: non è considerato con certezza predisponente. Infatti, pur essendoci delle statistiche che riportano una leggera predominanza nel sesso maschile, sembra che la diversa attività lavorativa e le remore morali nel sottoporsi a visita siano le vere responsabili delle differenze riscontrate in tal senso.

L’età: è una patologia che si presenta più frequentemente dopo i 50 anni, anche se già prima dei 30 questi soggetti iniziano ad accusare i primi sintomi. Si tratta quindi di una patologia che evolve nel tempo. Comunque il 50 % delle emorroidi compare in una fascia di età compresa fra i 40 e i 60 anni.

Aspetto costituzionale: di debolezza vascolare e lassità connettivale non esistono prove che ci sia una significativa differenza di associazione di questa patologia con altre, quali l’abbassamento viscerale, il varicocele e le varici degli arti inferiori, che potrebbero riconoscere la stessa genesi.

Aspetto endocrino-genitale: anche questo sembra avere una certa responsabilità. Le donne in fase mestruale e durante la gravidanza presentano un aumento della congestione del piccolo bacino e un rilassamento connettivale. Dopo il parto si ha sempre un aggravamento della patologia emorroidaria, maggiore dopo il travaglio del parto in cui le spinte si rendono responsabili di una stasi venosa maggiore, ma che si è visto essere presente anche dopo il parto cesareo. La contraccezione ormonale è responsabile di un aggravamento della sintomatologia emorroidaria e delle sue complicanze.

Abitudini alimentari: sono tra i fattori predisponenti maggiori e giustificherebbe anche la diversa distribuzione geografica della patologia emorroidaria.

Scarso apporto di fibre e scorie vegetali: è associato a stipsi e feci di consistenza aumentata. Questo renderebbe necessario un ponzamento (la spinta per evacuare) eccessivo con sforzo e difficoltà nel passaggio del bolo fecale, inversione di flusso venoso a livello dei plessi venosi emorroidari e formazione di emorroidi.

A questo va aggiunta la fibrosi del canale anale e l’aumento del tono dello sfintere anale interno che, non sufficientemente sollecitato dal passaggio di un bolo fecale, risponderebbe con una contrazione maggiore. Secondo alcuni autorevoli autori (Lord) questo è un fattore importante e l’aumento di fibre nella dieta è da solo in grado di ridurre la sintomatologia e il sanguinamento emorroidario. Alcool e spezie invece non sembrano da soli essere implicati nella genesi delle emorroidi. Possono però scatenarne la riacutizzazione per la diversa composizione chimica delle feci di cui sarebbero responsabili.

L’alterata regolarità delle evacuazioni è quindi un importante fattore predisponente nella patologia emorroidaria.

La stipsi agirebbe secondo più meccanismi: difficoltoso scarico delle emorroidi per la compressione esercitata sui plessi venosi sottomucosi, aumento pressorio durante gli sforzi della defecazione, strozzamento dei peduncoli emorroidari superiori nel punto di passaggio attraverso la parete rettale e trascinamento all’esterno della mucosa anale.

Anche la diarrea può però rendersi responsabile della patologia emorroidaria. In India il 28 % delle emorroidi sintomatiche è associato a dissenteria cronica.

Contrariamente a quanto si pensa le posizioni abituali e certi sport che sarebbero causa di stasi venosa con aumento della pressione idrostatica, non sembra abbiano un ruolo nella predisposizione delle emorroidi. 

 

Fattori scatenanti la patologia emorroidaria

 

Su quegli che abbiamo visto essere dei fattori predisponenti agiscono i altri fattori patogenetici veri e propri.

Classicamente esistono tre teorie: quella del fattore meccanico, del fattore vascolare e del fattore sfinterico.

Fattore meccanico: è considerato essenziale nello scivolamento e nel prolasso delle emorroidi.

La stipsi e gli sforzi durante l’evacuazione che questa impone durante la defecazione spiegano l’indebolimento dei tessuti di sostegno.

Eccessiva elasticità della sottomucosa anale: presente soprattutto nell’anziano e nella donna in menopausa, e il progressivo rilassamento degli elementi di sostegno spiegano il prolasso che si determina nella patologia emorroidaria.

Fattore vascolare: gioca un ruolo primario nell’emorragia per una alterazione di complessi meccanismi di circolo e microcircolo.

La difficoltà del ritorno venoso in questo distretto predisporrebbe al peggioramento del prolasso e alla trombosi emorroidaria 

Fattore sfinterico: è chiamato in causa per la presenza di un ipertono sfinteriale di base osservato in alcuni lavori eseguiti sull’argomento.

Studi manometrici hanno dimostrato che nella malattia emorroidaria le pressioni del canale anale sono del 30% superiori rispetto alla norma ed esistono inoltre onde di fluttuazione anomale.

Il meccanismo esatto non è ancora chiarito ma sembra che sia dovuto ad un aumento di attività dello sfintere interno.

 

Riassumendo 

 

La patologia emorroidaria si instaura quindi su strutture anatomiche normali per una eccessiva elasticità della sottomucosa anale, per un eccessivo flusso arterioso e un aumento del tono muscolare.

Le cause esposte possono agire isolatamente o in associazione in base ad un sistema regolatore integrato in cui interviene anche il sistema neurovegetativo che spiega anche il possibile ruolo dello stress in certe manifestazioni della malattia emorroidaria.

         Su questi fattori predisponenti si inseriscono anche dei fattori scatenanti, quali la gravidanza e il travaglio di parto, l’uso di farmaci per via locale (supposte, clismi) o l’instaurarsi in forma occasionale di quelle che abbiamo visto essere le condizioni predisponenti, quindi i disturbi della funzione intestinale o la anche episodica difficoltà di svuotamento del retto.

 

Emorroidi e patologia emorroidaria

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