Sintomi

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Quali sono i sintomi delle emorroidi?  

 

La patologia emorroidaria è responsabile di quasi tutti i sintomi anali.

Va detto però che l'intensità dei sintomi non è in rapporto con il grado di classificazione clinica della patologia emorroidaria.

Infatti emorroidi voluminose possono essere poco sintomatiche mentre emorroidi di piccole dimensioni possono rendersi responsabili di sintomi importanti.

Il sanguinamento è il sintomo più importante e frequente e, come abbiamo visto, è proprio a questo sintomo che le emorroidi devono la loro etimologia (aima-reo).

Generalmente il sanguinamento è di colore rosso vivo, non mescolato con le feci e gocciola dopo la defecazione.

Quando la contrazione sfinteriale ne impedisce la fuoriuscita e lo trattiene nel retto per un po' di tempo il sangue è di colore scuro.

L'enità delle perdite ematiche va dalle poche tracce di sangue sulla carta igienica ad una emorragia importante che in alcuni casi promuove l'esordio della defecazione quando il sangue si è raccolto in ampolla in quantità elevata.

In alcuni casi le perdite croniche sono causa di anemizzazione anche grave e costringono al ricorso di emotrasfusioni preoperatorie laddove solo l'intervento chirurgico può porre fine ad un sanguinamento diventato irrimediabile.

Il prolasso indica probabilmente uno stadio più avanzato della malattia.

È una condizione legata ad una debolezza patologica del tessuto di sostegno. La sua gravità può essere valutata precisando i tempi e la durata del prolasso e come abbiamo visto la distinzione in quattro gradi della patologia emorroidaria viene fatta proprio tenendo conto delle caratteristiche del prolasso (volume, posizione, riducibilità).

Bisogna infine distinguere il prolasso dal gonfiore anale.

Il dolore è spesso assente.

Quando è puntorio, urente, costrittivo, più o meno intenso ma sempre contemporaneo alla defecazione deve far pensare alle complicanze della patologia emorroidaria: una criptite, una papillite, una trombosi emorroidaria, un ascesso anale insorto spontaneamente o successivamente ad un trattamento sclerosante.

Più spesso il sintomo soggettivo legato alla patologia emorroidaria è quello di un senso di peso, di fastidio, di gonfiore del perineo e pienezza anale con desiderio di defecare, di bruciore o pizzicore. In alcuni casi il prolasso emorroidario, la persistenza dei sintomi e il disagio del sanguinamento possono assumere dimensioni sproporzionate rispetto alla gravità della patologia condizionando la psiche dell'individuo anche in rapporto al substrato culturale e sociale da cui esso proviene.

Le perdite mucose sono una condizione abbastanza frequente quando la patologia emorroidaria ha assunto dimensioni importanti con prolasso persistente o frequente.

Se abbondanti le queste perdite possono essere causa di irritazione cutanea e mucosa.

Questa situazione è aggravata anche da un certo grado di incontinenza, con perdite fecali, che accompagna i prolassi voluminosi.

Questi infatti condizionano la fuoriuscita della componente sensibile della mucosa che ne risulta compromessa permettendo la perdita di feci con il passaggio di aria e dopo la defecazione.

La presenza di muco e feci sulla cute è causa di macerazione e prurito, con difficoltà nel garantire l'igiene anale.

Questa condizione è in grado di innescare un circolo vizioso con formazione di dermatiti e infezioni perianali.

 N.B: altre cause di sanguinamento anale: Vedi capitolo dedicato.

 

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