Complicanze della patologia emorroidaria

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Quali sono le complicanze della patologia emorroidaria?

 

La complicanza più tipica e frequente delle emorroidi è la trombosi.

Questa viene distinta, in rapporto alla posizione in cui si manifesta, in trombosi interna, del prolasso ed esterna. 

La trombosi emorroidaria interna è localizzata all'interno del canale anale ed è una tumefazione rosso bluastra del canale anale che protrude nel lume in mezzo ai gavoccioli emorroidari e sopra la linea pettinea.

La diagnosi viene fatta con l'anoscopia, spesso impossibile se non in anestesia locale per la presenza di un intenso dolore e aumento del tono sfinteriale.

Raramente insorge in assenza di prolasso e la risoluzione del problema può essere progressivamente spontanea, dopo alcuni giorni o al massimo due settimane, immediata con la spontanea liberazione di una piccola emorragia o chirurgica con l'incisione in anestesia locale e la liberazione di uno o più coaguli.

La trombosi del prolasso si verifica quando la fuoriuscita delle emorroidi dal margine anale subisce da parte dello sfintere delle sollecitazioni meccaniche con congestione, edema e trombosi dei gavoccioli che diventano voluminosi, dolenti e irriducibili.

È improprio parlare di "strozzamento emorroidario" perché non è l'azione dello sfintere anale la causa di quanto esposto ma è l'edema e la congestione anale conseguente al prolasso che determina delle modificazioni di volume tali da impedirne il rientro.

La trombosi del prolasso può essere localizzata quando il prolasso trombizzato interessa un quadrante o la semicirconferenza anale, a tutta circonferenza quando è interessata l'intera corona perianale. In corrispondenza del prolasso è possibile osservare un edema periferico cutaneo, pallido, con una zona centrale mucosa rossastra, dolente, e con aree scure indicanti l'inizio della necrosi.

Anche in questo caso l'evoluzione procede spontaneamente verso la soluzione spontanea, sia con un progressivo miglioramento delle condizioni generali e locali sia con il distacco di un'area necrotica che lascia un'ulcera che poi si riepitelizza.

La superinfezione e l'ascessualizzazione sono fatti eccezionali.

La trombosi emorroidaria esterna è clinicamente distinguibile in ematoma perianale e edema perianale.

L'ematoma perianale si verifica generalmente in seguito ad eccessi alimentari, dopo uno sforzo nell'evacuazione o dopo una posizione troppo a lungo seduta.

Si tratta di una trombosi di una vena del plesso emorroidario esterno o sottocutaneo e si presenta come una massa bluastra di 1-3 cm di diametro, tesa e dolente.

L'incisione in anestesia locale e l'evacuazione chirurgica del trombo porta ad un beneficio immediato che altrimenti comparirebbe comunque a distanza di alcuni giorni.

L'organizzazione e il riassorbimento del trombo lascia in questo caso una marisca (eccedenza cutanea) residua.

L'edema perianale è più voluminoso e può presentare trombi multipli di varie dimensioni in un tessuto disteso ed edematoso.

L'evoluzione è più lunga e la rapida azione chirurgica di evacuazione del trombo non è seguita da un altrettanto rapida soluzione della sintomatologia.

In caso di infezione si forma un ascesso con possibile esito in una piccola fistola intra o intersfinterica bassa.

 

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