Come si fa la diagnosi

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Come si fa diagnosi di patologia emorroidaria?  

 

Purtroppo ancora oggi esiste l'abitudine di considerare semplice la diagnosi di patologia emorroidaria.

In realtà nei procedimenti diagnostici della patologia emorroidaria bisogna sempre agire con intento di esclusione, eliminando cioè ogni dubbio di associazione con malattie intestinali, infiammatorie o neoplastiche.

Per questo è importante iniziare la visita con una anamnesi che chiarisca il tipo e l'entità dei sintomi.

Il sanguinamento abbiamo visto essere il più frequente dei sintomi della patologia emorroidaria ma è anche un sintomo poco specifico e presente nella maggioranza delle patologia ano-retto-coliche.

In sua presenza non dobbiamo accontentarci dell'esame obiettivo con l'osservazione di emorroidi, magari anche voluminose, per giustificarlo.

Bisogna considerare le modificazioni dell'alvo, l'età del paziente, l'eventuale dimagrimento, i sintomi associati di tipo locale e addominale.

Vanno inoltre considerate le abitudini sessuali e i viaggi effettuati in luoghi esotici per escludere la possibilità di malattie sessualmente trasmissibili e le parassitosi intestinali.

Un esame generale del paziente deve sempre comprendere l'esame dell'addome ed eventualmente un esame dell'emocromo se si sospetta un'anemia.

L'ispezione anale, effettuata preferibilmente in posizione genu-pettorale, va fatta sia a riposo che sotto spinta. Nel primo caso si evidenziano emorroidi interne di IV grado, nel secondo è possibile provocare il prolasso delle emorroidi di III e IV grado. Con la manovra di spinta è possibile inoltre provocare la fuoriuscita di un prolasso rettale completo che va distinto da quello mucoso per la diversa disposizione delle pliche mucose, circolari nel primo caso, radiali nel prolasso mucoso.

Durante l'ispezione si vedono anche eventuali fenomeni irritativi cutanei o vere e proprie dermatiti, le modificazioni cromatiche della cute tipiche delle micosi, eventuali secrezioni di pus da possibili orifizi fistolosi cutanei, ragadi anali, trombosi emorroidarie esterne.

Infine, ma non meno importante, con l'ispezione si osserva la discesa del piano perineale con indirizzo verso le metodiche di indagine descritte per la diagnosi corretta della sindrome del perineo discendente di cui la patologia emorroidaria può appartenere.

L'esplorazione digitale consente di ottenere informazioni per la diagnosi delle emorroidi interne ma serve anche per escludere eventuali masse, per valutare la facilità del sanguinamento, per apprezzare il tono dello sfintere anale, per evocare dolore e diagnosticare ascessi o ragadi in fase non ancora manifesta.

L'anoscopia è un tempo fondamentale e irrinunciabile della visita per la diagnosi di emorroidi.

Dopo l'introduzione dello strumento si chiede al paziente di spingere mentre viene fatto fuoriuscire lo strumento con possibilità di valutare il grado della patologia, la fragilità mucosa con facilità più o meno marcata al sanguinamento, una sua eventuale colorazione scura tipica degli abusi di lassativi (melanosis coli).

Possono anche essere evidenziate patologie associate come criptiti, papilliti, trombosi interne.

La rettosigmoidoscopia con strumento rigido è un esame che va comunque eseguito anche se il sanguinamento potrebbe essere giustificato dalla patologia emorroidaria.

Il 30% delle patologie tumorali maligne del colon sono infatti localizzate a livello del retto e questa percentuale sale al 75% se viene considerato l'insieme retto-sigma.

Inoltre

nel 10 % dei pazienti che si presentano per una visita proctologica riferendo sintomi poco specifici viene riscontrato un polipo e questo è presente nel 30% dei pazienti con cancro del grosso intestino (Nicholls).

In corso di rettosigmoidoscopia si possono diagnosticare anche malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e colite ulcerosa) ed eseguire biopsie mucose con asportazione di piccoli polipi.

Come è stato detto all'inizio di questo paragrafo la diagnosi di emorroidi deve seguire una condotta diagnostica di esclusione di altre patologie.

Per questo quando la storia clinica rileva modificazioni delle abitudini intestinali, perdite di muco abbondanti, calo di peso o dolore addominale associato è importante completare la visita con una RX CODC (clisma opaco a doppio contrasto) o con un pancolonscopia.

Quando questi esami sono negativi per altre patologie la diagnosi di emorroidi è sufficiente a giustificare i sintomi e il sanguinamento e può essere iniziata una terapia adeguata.

Ogni intervento chirurgico per patologia emorroidaria deve essere preceduto da uno di questi esami. 

 

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