Diverticoli e malattia diverticolare del colon

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Cos’è un diverticolo del colon?

 

Il diverticolo è una estroflessione a forma di sacchetto della mucosa e sottomucosa del colon attraverso la parete muscolare del viscere.

In realtà si tratta di uno pseudodiverticolo, perché per diverticolo si intende, solitamente, l’estroflessione di tutta la parete di un viscere cavo, compresa la componente muscolare (ad esempio il diverticolo esofageo).

 

Ma ormai la terminologia in uso è questa.

 

 

Perché si formano i diverticoli?

 

Il motivo per cui si formano i diverticoli non è ancora molto chiaro.

Probabilmente nella loro formazione intervengono più fattori, genetici, funzionali, dietetici e strutturali, che nell’insieme concorrono a determinare, nel tempo l’estroflessione di parte della parete del colon in zone di sua debolezza.

Nei pazienti affetti da diverticolosi del colon esistono alterazioni della muscolatura e di altre componenti strutturali (elastina e collagene) che gli fanno assumere un aspetto a fisarmonica, con un ispessimento circolare alternato ad aree di debolezza relativa dove si forma il diverticolo.

 

Ecco come:

 

 

Ma dove si formano i diverticoli?

 

Abbiamo già capito che l’alterazione strutturale della parete del colon gioca un ruolo essenziale nella formazione del diverticolo.

Questo però si forma in un punto preciso, ossia dove le arterie penetrano nello strato muscolare per irrorare la mucosa e la sottomucosa. Questo è un concetto fondamentale.

Infatti, nel punto in cui il vaso penetra nel colon la parete è interrotta e, qualora ci si trovi in presenza delle altre condizioni di debolezza, questo sarà il punto da cui uscirà lo strato interno.

 

Si spiega così anche perché il sanguinamento sia una delle possibili complicanze della diverticolosi. 

 

 

A chi vengono i diverticoli?

 

I diverticoli e la malattia diverticolare interessano un ampio numero di persone.

Agli appassionati di statistica dirò che, a seconda degli studi adottati per l’analisi dei numeri, la diverticolosi interessa dal 5% al 40% della popolazione generale e sembra essere in aumento; probabilmente per l’aumentare della vita media.

Possiamo infatti dire che la frequenza aumenta con l’aumentare dell’età per le modificazioni strutturali dell’organo ed è quindi più frequente dopo i 65 anni.

Colpisce leggermente di più il sesso maschile fino ai 65 anni, dopodiché è leggermente più frequente nel sesso femminile.

È eccezionale al di sotto dei 18 anni.

Ma ci sono altri dati interessanti.

Ad esempio i diverticoli sono più frequentemente localizzati nel colon sinistro nei residenti in Europa, USA e Australia, nel colon destro in Africa e Asia.

In Europa, come in Italia, è più frequente nelle regioni del nord.

Pur essendo una patologia dal decorso favorevole è al sesto posto tra le diagnosi delle visite ambulatoriali gastroenterologiche.

 

Quali sono sintomi e complicanze della diverticolosi e della malattia diverticolare?

 

Nella maggior parte dei casi la presenza dei diverticoli non crea nessun problema alle persone.

Molti di noi hanno i diverticoli senza saperlo.

Fanno parte dell’invecchiamento, e nell’80% dei casi sono sostanzialmente asintomatici.

Si parla quindi di diverticolosi.

In alcuni casi però possono comparire dei sintomi che fanno parte della cosiddetta malattia diverticolare.

Se ricordate come è fatto un diverticolo sarà facile capire una cosa: questi piccoli (ma a volte grandi) “sacchetti” del colon possono intrappolare al loro interno residui fecali non digeriti (ad esempio semi o fibre di grosse dimensioni) che favoriscono la crescita di batteri.

La mucosa del diverticolo può così irritarsi, infiammarsi, sanguinare o rompersi, trasformando una semplice diverticolosi in una malattia diverticolare.

Della malattia diverticolare esistono varie manifestazioni che in base alla gravità vengono così distinte:

·     malattia diverticolare non complicata sintomatica, caratterizzata da frequente dolore e gonfiore addominale associata ad una alterazione dell’alvo;

·     diverticolite acuta, quando c’è un episodio di dolore addominale intenso e prolungato, soprattutto nel quadrante inferiore del colon sinistro, a volte con febbre, aumento di globuli bianchi, che generalmente si risolve ma che può esitare in emorragie, ascessi, perforazioni o peritonite;

·     Colite segmentaria: condizione rara caratterizzata da infiammazione cronica e con caratteristiche istologiche particolari.

 

Dopo un primo episodio di sintomo da malattia diverticolare c‘è una probabilità maggiore di presentare un nuovo episodio entro i 12 mesi successivi e una maggiore probabilità di manifestare una sintomatologia addominale ricorrente.

 

La malattia diverticolare può anche andare incontro, in bassa percentuale, a delle complicanze: il sanguinamento, la stenosi o l’occlusione intestinale (il restringimento del colon fino alla sua chiusura), la fistolizzazione (la creazione di una comunicazione tra il colon ed un altro organo, come la vescica, altre parti del colon, intestino tenue, vagina, cute o altri organi adiacenti), la diverticolite (già descritta) e la perforazione con peritonite.

Fortunatamente la presenza dei diverticoli non comporta un aumentato rischio di cancro del colon.

 

 

Come si curano i diverticoli?

 

Parlo sempre malvolentieri di terapia nelle pagine di questo sito, perché la cura delle malattie è e deve rimanere prerogativa dei medici, che sanno tener conto di tante variabili e caratteristiche della singola persona.

La diverticolosi non fa eccezione.

La persona consapevole di avere una diverticolosi del colon dovrebbe condurre uno stile di vita alimentare sano, assumendo molte fibre e mantenendo una sufficiente regolarità dell’alvo.

La regolarità dell’alvo e la dieta ricca di fibre sono un presupposto fondamentale per evitare la formazione di altri diverticoli o le complicanze di quelli esistenti. Si deve agire quindi in modo da ridurre la pressione dentro il colon.

Vanno eliminati dalla dieta alimenti contenenti semi o elementi indigeribili che potrebbero penetrare nel lume del diverticolo. Bisogna evitare cibi che possono fermentare e le bevande gassate che aumentano il gonfiore e quindi la pressione dentro il colon.

Nel caso di malattia diverticolare le linee guida suggeriscono l’utilizzo di probiotici, antinfiammatori intestinali (mesalazina) e antibiotici (rifaximina).

Nell’80% dei casi il sanguinamento si risolve spontaneamente o con terapia medica. In caso di fallimento la possibilità alternativa è l’iniezione di epinefrina (una sostanza che favorisce la coagulazione), il posizionamento di clips metalliche, la legatura elastica del punto di sanguinamento, l’utilizzo di metodiche angiografiche.

Nel 5% dei casi, quando le metodiche appena descritte non fossero risultate efficaci e il sanguinamento fosse abbondante, può essere necessario l’intervento chirurgico.

Altre indicazioni chirurgiche sono l’ascesso peridiverticolare, la stenosi, l’occlusione, la fistolizzazione e la perforazione.

In caso di pazienti anziani o con altre patologie che sconsigliano un intervento chirurgico, può essere posizionato uno stent (una maglia cilindrica che si espande per dilatare il viscere) per via endoscopica.

Questa metodica però è gravata da frequenti complicanze di perforazioni o spostamento della protesi.

Negli altri casi è preferibile la resezione del tratto di colon interessato dal processo patologico.

A volte la resezione avviene con ripristino della continuità intestinale mentre in altri, viene effettuata una momentanea deviazione (stomia temporanea) del colon.

Se l’emorragia è abbondante o se ci si trova difronte ad una perforazione con peritonite l’intervento può assumere carattere di urgenza.

 

  

 


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