Come si curano i diverticoli?

Parlo sempre malvolentieri di terapia nelle pagine di questo sito, perché la cura delle malattie è e deve rimanere prerogativa dei medici, che sanno tener conto di tante variabili e caratteristiche della singola persona.

La diverticolosi non fa eccezione.

La persona consapevole di avere una diverticolosi del colon dovrebbe condurre uno stile di vita alimentare sano, assumendo molte fibre e mantenendo una sufficiente regolarità dell’alvo.

La regolarità dell’alvo e la dieta ricca di fibre sono un presupposto fondamentale per evitare la formazione di altri diverticoli o le complicanze di quelli esistenti. Si deve agire quindi in modo da ridurre la pressione dentro il colon.

Vanno eliminati dalla dieta alimenti contenenti semi o elementi indigeribili che potrebbero penetrare nel lume del diverticolo. Bisogna evitare cibi che possono fermentare e le bevande gassate che aumentano il gonfiore e quindi la pressione dentro il colon.

Nel caso di malattia diverticolare le linee guida suggeriscono l’utilizzo di probiotici, antinfiammatori intestinali (mesalazina) e antibiotici (rifaximina).

Nell’80% dei casi il sanguinamento si risolve spontaneamente o con terapia medica. In caso di fallimento la possibilità alternativa è l’iniezione di epinefrina (una sostanza che favorisce la coagulazione), il posizionamento di clips metalliche, la legatura elastica del punto di sanguinamento, l’utilizzo di metodiche angiografiche.

Nel 5% dei casi, quando le metodiche appena descritte non fossero risultate efficaci e il sanguinamento fosse abbondante, può essere necessario l’intervento chirurgico.

Altre indicazioni chirurgiche sono l’ascesso peridiverticolare, la stenosi, l’occlusione, la fistolizzazione e la perforazione.

In caso di pazienti anziani o con altre patologie che sconsigliano un intervento chirurgico, può essere posizionato uno stent (una maglia cilindrica che si espande per dilatare il viscere) per via endoscopica.

Questa metodica però è gravata da frequenti complicanze di perforazioni o spostamento della protesi.

Negli altri casi è preferibile la resezione del tratto di colon interessato dal processo patologico.

A volte la resezione avviene con ripristino della continuità intestinale mentre in altri, viene effettuata una momentanea deviazione (stomia temporanea) del colon.

Se l’emorragia è abbondante o se ci si trova difronte ad una perforazione con peritonite l’intervento può assumere carattere di urgenza.

 

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