La stipsi

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CHE COSE' LA STIPSI?

  

Parlare di stipsi significa affrontare una condizione fisiopatologia tanto diffusa quanto articolata nella terapia.

L'argomento è di grandi proporzioni, nei numeri dei soggetti che ne sono interessati e nella complessità della fisiopatologia che la riguarda.

Si tratta innanzitutto di un segno clinico, di un sintomo, non di una malattia, che ha interessato i medici fin dalla nascita della nostra professione.

La regolarità dell'alvo è sempre stato considerato un requisito fondamentale per la salute di un individuo.

Già Ippocrate diceva che "...le persone che hanno un intestino rilassato superano le loro malattie meglio dei pazienti stitici, laddove l'intestino tende a rallentare le sue funzioni in età avanzata..." .

Ancora oggi il parametro "evacuazione", alvo aperto a feci a gas, compare in ogni cartella clinica e anamnesi ospedaliera e di pronto soccorso.

Ma nonostante l'importanza riconosciuta da secoli alla regolarità dell'alvo, ancora oggi si stenta a dare una definizione costante della stipsi.

Si sono succedute di volta in volta definizioni che tenessero conto del numero di evacuazione in una settimana, della soddisfazione del paziente dopo l'espulsione delle feci, della compsizione delle feci, della loro consistenza, della necessità di esercitare spinte più o meno intense, della eventuale necessità di aiutarsi con manovre digitai per vuotare l'ampolla.

Però ancora oggi l'argomento appare dai confini sfumati.

Soprattutto perchè l'elemento basiilare sembra essere la soddisfazione del paziente dopo l'evacuazione. 

Si parla comunque di stipsi quando il numero delle evacuazioni settimanali è inferiore a 2 o quando le feci hanno una consistenza dura o caprina o quando l'evacuazione avviene con molti sforzi, magari con l'aiuto di manovre manuali o con un senso di incompleta defecazione e svuotamento.

Il fenomeno abbiamo già detto essere molto diffuso. Negli USA è stata calcolata una prevalenza che va dal 2 al 20% dell'intera popolazione.

Si tratta soprattutto di soggetti di sesso femminile (con un rapporto di 10:1 rispetto agli uomini) forse per una responsabilità ormonale.

Sono nella maggior parte persone anziane: il 20 % delle persone con stipsi hanno infatti più di 60 anni.

Per approfondire maggiormente questi dati va detto anche che su oltre 10000 interviste telefoniche il 14,7% è risultato essere stitico, come affetto da stipsi è il 14,7% dei pazienti che afferiscono negli ambulatori di gastroenterologia.

Dei pazienti che giungono ad osservazione per stipsi il 73% sono donne con una età media di 48 anni.

Nella maggior parte dei casi i pazienti soffrono di stipsi da più di 20 anni e per questo si parla di stipsi cronica.

 


MA QUANTI TIPI DI STIPSI ESISTONO? 

 

Contrariamente a quanto si ritiene comunemente, la stitichezza non è uguale per tutti.

La stipsi è innanzitutto, come abbiamo visto, un sintomo. 

Ma di cosa?

Dobbiamo innanzitutto conoscere come e quando è insorta la stipisi.

L'anamnesi è come sempre importante.

Se la stpisi è insorta da poco, va esclusa ogni possibile causa organica. 

Vanno escluse cause alimentari, psicologiche o ambientali e lavorative. Va fatto un esame proctologico completo per escludere patologie proctologiche ma anche una colonscopia o un clisma opaco a doppio contrasto per scongiurare l'esistenza di polipi o lesioni stenosanti del colon.

Dobbiamo poi fare una prima distinzione in base alla velocità del transito intestinale, ed è per questo che lo studio tempi di transito (vedi capitolo dedicato) risulta essere un esame fondamentale.

Ai miei pazienti faccio sempre questo esempio. Immaginiamo di dover fare un percorso in auto lungo un'autostrada. Il tempo che possiamo impiegare per raggiungere la destinazione sarà variabile in rapporto alla velocità che manterremo ma anche dal traffico che troveremo al casello di uscita.

Andare più veloci non serve a molto se il casello è intasato dal traffico.

Questa è quindi una prima distinzione:  stipsi da rallentato transito e stipsi da difficoltà di eliminazione fecale.

E' intuitivo capire che nel secondo tipo di stipsi sarà inutile assumere lassativi che aumentino la velocità del transito perchè il problema è "al casello" di uscita.

Ma questa prima distinzione non basta.

 

 


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