Trattamento dell'ascesso anale

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Il trattamento dell'ascesso anale è solo chirurgico.

L'antibiotico terapia non è sempre consigliata e va scelta dal medico specialista perché potrebbe rendere cronico il processo infettivo e perché in ogni caso gli antibiotici difficilmente giungerebbero a contatto della cavità ascessuale.

L'uso degli antibiotici va riservato a soggetti immunodepressi o anziani per prevenire infezioni a distanza.

Può essere tentata l'antibioticoterapia nelle fasi iniziali della comparsa dell'infezione in associazione con terapia locale a base di mesalazina o cortisonici. 

Il trattamento di scelta consiste invece nella incisione (ampia) dell'ascesso qualora questo abbia raggiunto un livello di "maturazione" sufficiente e si sia "organizzato", vale a dire raccolto in una cavità liquida precisa individuabile con un'area molle nel contesto di un'altra di maggiore tensione.

L'incisione può essere eseguita in ambulatorio in anestesia locale quando l'ascesso è di piccole dimensioni e non eccessivamente profondo.

In caso di ascessi voluminosi o situati in profondità è necessario intervenire in sala operatoria e in anestesia generale.

In questi casi è indicato eseguire, oltre alla incisione, anche l'apertura digitale delle eventuali concamerazioni della raccolta (sbrigliamento).


Si tratta comunque di una urgenza chirurgica

 

Una volta fatto uscire il pus, si procede alla pulizia interna della cavità (sbrigliamento digitale) e quindi a lavaggi ripetuti con soluzione fisiologica sterile: l’utilizzo dell’acqua ossigenata non sempre è consigliata se non si riconosce in maniera precisa l’esatto decorso del tramite fistoloso.

La procedura si conclude con il posizionamento di un drenaggio nella cavità e/o di garza in jodoformica allo scopo di “colmare” la cavità ascessuale e di impedire una precoce chiusura del piano cutaneo, che lascerebbe una cavità aperta nei piani sottostanti possibile sede di nuova infezione.

Come già riferito prima, talvolta non è presente una tumefazione cutanea caratteristica: è in questi casi assolutamente necessario eseguire un’esplorazione in anestesia generale al fine di poter esplorare tutta la regione perineale: l’ecografia endo-rettale consente di identificare raccolte ascessuali intramurali e/o degli spazi peri-rettali e delle fosse ischio-anali.

Ci sono molte opinioni in merito a trattare in un'unica soluzione durante il drenaggio dell’ascesso anale l’eventuale fistola associata: infatti la ricerca del tramite fistoloso in presenza di un quadro di flogosi dei tessuti può portare alla creazione di “false strade”, realizzandosi in tale caso un falso tramite (iatrogeno) che aggrava ulteriormente il quadro.

Riteniamo indicato il trattamento combinato dell'ascesso e della fistola anale (vedi trattamento della fistola anale) quando, durante il drenaggio della raccolta ascessuale, si rende evidente l’orifizio interno senza necessità di esplorazioni indaginose.

 

 

Di seguito è descritto come si può intervenire in ambulatorio per un ascesso di piccole dimensioni.


 

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